12 associazioni animaliste presentano un esposto alla Finanza su Paola Freni e Casa Speranza. Sotto lente la gestione delle donazioni

CATANIA – Un gruppo di 12 associazioni animaliste, attive da anni nella tutela e nel benessere degli animali, annuncia la presentazione, attraverso i propri avvocati Floriana Pisani, Margherita Mannino, Tania Cipolla, Aurora Loprete e Mario Scardino di un esposto alle autorità competenti, in particolare alla Guardia di Finanza, per chiedere verifiche su presunti illeciti riconducibili alla signora Paola Freni e all’associazione “Casa Speranza”.
L’iniziativa nasce da una serie di segnalazioni, elementi e criticità emerse nel tempo, che sollevano interrogativi sulla gestione delle donazioni raccolte e sulle condizioni di detenzione degli animali affidati alla struttura.
Le associazioni precisano che l’esposto non costituisce una querela né un’accusa diretta di reato, ma una richiesta formale di approfondimento e accertamento, nell’interesse della trasparenza e della tutela degli animali.
Tra i punti che saranno oggetto di verifica:

- la destinazione delle somme raccolte attraverso campagne di raccolta fondi;
- la coerenza tra le finalità dichiarate e l’effettivo utilizzo delle donazioni;
- eventuali profili legati all’esercizio abusivo di attività medico-veterinarie;
- le condizioni di detenzione degli animali e il rispetto delle normative vigenti in materia di benessere animale;
- possibili situazioni di accanimento terapeutico sugli animali a fini economici, qualora confermate.
Le associazioni sottolineano come episodi di questo tipo, se accertati, rappresenterebbero un grave danno non solo per gli animali coinvolti, ma anche per tutte le realtà che operano in modo trasparente e corretto nel settore del volontariato animalista. “Il rischio – spiegano – è che venga compromessa la fiducia dei cittadini nelle raccolte fondi e nelle associazioni serie, con conseguenze dirette sugli animali che realmente necessitano di cure e assistenza”.
Il contesto
Le perplessità che hanno portato all’iniziativa sono state rafforzate anche da recenti approfondimenti giornalistici. In particolare, un’inchiesta della giornalista Selvaggia Lucarelli ha evidenziato incongruenze tra le raccolte fondi promosse e la situazione patrimoniale dichiarata, soffermandosi su una campagna finalizzata all’acquisto di un immobile che, secondo quanto riportato, risulterebbe già nella disponibilità della stessa Freni.
A queste criticità si aggiunge il racconto della guardia zoofila Tiziana Genovese, che riferisce di precedenti segnalazioni, difficoltà nei controlli sul territorio e dubbi sulla gestione degli animali e delle donazioni, maturati anche a seguito di segnalazioni provenienti da sostenitori e volontari.
Le associazioni ribadiscono che sarà compito esclusivo delle autorità verificare la fondatezza dei fatti e accertare eventuali responsabilità. Nel frattempo, rinnovano l’appello alla massima trasparenza nel mondo del volontariato animalista e alla tutela rigorosa degli animali, che non possono diventare strumento di profitto.
Le associazioni firmatarie del comunicato che la nostra redazione ha ricevuto e pubblicato: Teg4Friends Odv, Ente di Tutela Animale, L’Altra Zampa Odv, Le Aristogatte Ets/Odv, LIDA CATANIA, L’animale libero Lal Odv, Ass. Amici degli Animali barcellonapg-milazzo odv, Pantelleriabau, Coordinamento Regionale Sicilia Guardie Zoofile Oipa OdV, Felici nella coda, LEAL lega antivivisezionista, ASA- Animalisti Siciliani e Ambiente, UPA.
La redazione resta disponibile a pubblicare eventuali repliche dei soggetti coinvolti

Purtroppo anni fa mi è capitato di contribuire economicamente dopo aver ricevuto richieste legate a cure e gestione di animali. Col tempo ho avuto dubbi sull’utilizzo delle somme versate e questa esperienza mi ha resa più prudente verso richieste di aiuto per animali
In passato abbiamo presentato un esposto, ma la situazione, a nostro avviso, non è cambiata
Buongiorno redazione,
In merito all’articolo vorrei segnalare che non sembra emergere un approfondimento giornalistico, essendo la Signora citata non più iscritta all’albo.
Alla Signora Federica che ha scritto un commento, vorrei dire che non essere presenti al proprio indirizzo di residenza e/o vivere altrove non è un reato né un illecito e difficilmente è motivo di archiviazione di un esposto, che dovrebbe riguardare il merito della questione.
Inoltre se la posizione è stata archiviata, significa che la questione non ha superato neanche la fase delle indagini preliminari e in quelle fase non esistono indagati.
Tra l’altro , ad ogni modo, essere indagati non significherebbe comunque essere colpevoli e questo è un principio cardine del nostro ordinamento giuridico.
Ogni cittadino è tenuto a saperlo e a rispettarlo, nell’interesse proprio e di tutti.
Gentile Redazione,
Ho una domanda e spero possiate fugare i miei dubbi su quanto avete scritto: parlate di “acquisto di immobile che risulterebbe già in possesso” della Signora.
Ora io sapevo che l’acquisto implica la proprietà di un bene (quindi la sua intestazione fiscale, nonché la sua totale disponibilità, come vendere, alienare e persino distruggere ), mentre il possesso (quindi la mera detenzione) può sussistere a vario titolo (locazione, uso, usufrutto, assegnazione in sede di separazione ecc) ma nessuna di queste cose implica un passaggio di proprietà né la totale disponibilità, che rimane in capo al legittimo titolare. Ciò renderebbe comunque il bene acquistabile da chi non ne ha la proprietà ma il solo possesso e, se non ricordo male, è una cosa assolutamente legittima.
C’è qualcosa che manca nell’articolo?
Perché così proprio non mi torna.
Grazie a chi saprà spiegarmi.
La seguente testimonianza riflette l’esperienza personale dell’autrice
Voglio portare la mia esperienza personale.
Nel 2024 ho affidato una gattina, Briciolina, a Casa Speranza. In seguito mi è stato chiesto un importo che ho ritenuto molto alto per presunte spese veterinarie. Io ho versato 200 euro, poi mi sono fermata perché la situazione non mi sembrava chiara.
La cosa che mi ha lasciata perplessa è che ricevevo informazioni sulla gattina solo quando inviavo soldi.
Dopo un po’ di tempo ho chiesto nuovamente notizie di Briciolina e mi è stato risposto addirittura “chi è Briciolina”.
Di recente ho chiesto ancora, con la sola preoccupazione di sapere che fine avesse fatto e sperando che non le fosse successo nulla di grave, ma sono stata bloccata.
Ad oggi, dopo due anni, non ho alcuna notizia della gattina.
Questa è la mia esperienza diretta.