Grasso, Cappato e Serra Yılmaz segnano il tempo della seconda giornata del Catania Book Festival tra incontri su diritti, impegno civile e memoria e narrativa

La seconda giornata del Catania Book Festival conferma il suo ruolo di spazio di confronto tra memoria, attualità e nuove narrazioni. Il pubblico riempie il Palazzo della Cultura e segue un programma che unisce impegno civile e letteratura. Pietro Grasso conquista la platea con U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra. L’ex procuratore nazionale antimafia ricostruisce il Maxiprocesso e racconta dall’interno una pagina decisiva della storia italiana. Durante il dialogo con Antonello Piraneo, direttore de “La Sicilia”, Grasso ripercorre la stagione delle stragi e il lavoro del pool antimafia, ricordando figure come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Il racconto assume anche un tono personale. Grasso descrive l’ingresso nel Maxiprocesso e l’impatto con migliaia di atti da studiare, offrendo uno spaccato concreto del lavoro giudiziario sotto pressione.
L’apertura internazionale arriva con Serra Yılmaz e il memoir Cara Istanbul. L’autrice intreccia autobiografia e trasformazioni urbane e racconta una città sospesa tra tradizione e modernità.

La giornata prende forma già dal mattino con incontri che attraversano diversi ambiti. Giorgio Franchetti approfondisce l’apicoltura nel Mediterraneo antico, mentre Giovanna Giordano presenta Passbroken con un focus su identità e resilienza. Il workshop di Manuela A. De Quarto analizza il percorso narrativo del personaggio tra crisi e cambiamento.
Nel pomeriggio cresce l’affluenza. Emanuele Malloru attira il pubblico con Affondare con stile, racconto diretto delle fragilità contemporanee. Barbara Bellomo presenta L’incartatrice di arance, che ricostruisce la figura dell’imprenditrice Concetta Campione nella Catania di inizio Novecento.
La serata prosegue con Alice Oliveri e il romanzo generazionale Una cosa stupida. Grande partecipazione anche per Cesyro, noto come Il Trono del Muori, che porta sul palco La Muorissea, rilettura contemporanea del mito di Odisseo.
Il gran finale spetta a Marco Cappato con Credere, disobbedire, combattere, incontro dedicato al rapporto tra diritti civili, libertà individuale e responsabilità collettiva.
Il festival affianca agli incontri una dimensione partecipativa con laboratori e workshop, tra cui “Yoga a colori”, e momenti di riflessione come la lectio di Lina Maria Ugolini su poesia e narrazione.
Completa il programma la mostra “Resistenza, responsabilità e grafica”, curata da Gianni Latino per l’Accademia di Belle Arti di Catania. I 42 manifesti in esposizione riflettono sull’anniversario della Liberazione e mettono in dialogo memoria storica e linguaggi contemporanei.
