A Catania debutta “Damnatio Memoriae” di Paolo Toti Guagenti tra teatro, rock e visioni distopiche

Scenario Pubblico ha ospitato lo scorso 16 maggio la novità assoluta di Paolo Toti Guagenti “Damnatio Memoriae”, opera teatrale rock curata da Rebetiko Produzioni e secondo appuntamento della rassegna “Uno. Nessuno. Centomila INVISIBILI”, sostenuta dal Ministero della Cultura nell’ambito dei Progetti speciali teatro 2026. L’autore, che firma anche scene, costumi e visual art, costruisce una dimensione ostile e soffocante, dove incomunicabilità, capovolgimento della realtà e cancellazione dei sentimenti dominano ogni relazione umana. Teatro e musica rock dal vivo si intrecciano per raccontare una società sempre più disumana, incapace di lasciare spazio alla parola, alla memoria e agli invisibili.
Un appartamento bombardato come metafora della società
Lo spettatore entra in un appartamento di un palazzo bombardato, in un futuro indefinito segnato da guerra e propaganda. Qui si muovono tre sopravvissuti a un attacco militare, riconoscibili dai cravattini arancioni che identificano una delle due fazioni politiche in lotta.
Il conflitto è esploso cinque giorni prima con una strage nella piazza principale del distretto est, luogo in cui i protagonisti si nascondono. Le comunicazioni risultano interrotte e qualcosa lascia intuire che il potere stia occultando la verità. In questo scenario angosciante non esistono più libri, poesia o memoria storica. Nessuno conosce più Ugo Foscolo, Giuseppe Ungaretti, Mahatma Gandhi o Dio. Un potere oscuro divide, manipola e cancella i ricordi di chi vive nascosto e impaurito.
Teatro, rock e visual art in perfetta sintonia

La messa in scena fonde teatro, musica e visual art in una costruzione compatta e coinvolgente. Sul palco convincono Maria Rita Sgarlato, Chiaraluce Fiorito e Santo Santonocito, efficaci nel tratteggiare paure, manie e fragilità dei tre sopravvissuti. Forte anche la componente musicale grazie alla voce intensa di Francesca Pulvirenti e alla band I Color Indaco, protagonisti di una potente esecuzione rock dal vivo. Particolarmente incisivi i monologhi teatrali dei protagonisti e l’ingresso finale di un quarto personaggio che, raccontandosi tra il pubblico, svela il proprio ruolo ambiguo e distruttivo.
Scene, rumori e immagini di un’umanità perduta
Lo spettacolo utilizza schermi giganti, televisori, sedie, cassettiere, cornici deformate e oggetti quotidiani trasformati in simboli di un mondo fuori rotta. Comunicati televisivi, spari, passi e musica rock accompagnano costantemente la narrazione.
Alla fine prevale il senso di smarrimento: perseguitati e persecutori condividono la stessa perdita di umanità, in una dimensione dove il fumo annebbia memoria, speranze e possibilità di riscatto.
Gli applausi del pubblico
“Damnatio Memoriae” propone un linguaggio duro, complesso e volutamente soffocante, ma conquista gli applausi del pubblico grazie a un cast numeroso e alla forza della visione artistica di Paolo Toti Guagenti.
L’autore racconta una società dominata dall’incomunicabilità, dalla manipolazione del pensiero e dalla cancellazione della memoria, mettendo al centro il rischio di una totale assenza di ascolto, comprensione e osservazione critica dell’altro.
