Dipendenze, 1200 studenti coinvolti nel progetto Ripensarsi

Studenti coinvolti nel progetto Amici San Patrignano

Si chiude il prossimo 26 giugno a Catania il progetto “Ripensarsi, uno spazio di tregua per un racconto possibile”, iniziativa promossa dall’associazione Amici di San Patrignano Sicilia grazie al finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle Politiche contro la Droga.

L’appuntamento conclusivo si svolgerà al Palazzo della Cultura e coinciderà con la Giornata internazionale contro le droghe e le dipendenze, che quest’anno lancia il messaggio “Listen First”, ascoltare bambini e giovani è il primo passo per aiutarli a crescere sani.

Il progetto ha coinvolto 1.200 studenti delle scuole medie attraverso la creazione di “spazi di tregua” e di ascolto pensati per intercettare situazioni di disagio, difficoltà relazionali e fragilità personali prima che possano trasformarsi in problemi più complessi.

La conferenza finale rappresenterà un momento di confronto tra istituzioni, scuole, associazioni e operatori del territorio. Parteciperanno i presidenti delle realtà coinvolte, i sindaci e gli assessori dei Comuni di Catania, Floridia, Solarino, Pedara, Camporotondo Etneo e San Pietro Clarenza, insieme ai dirigenti scolastici, agli insegnanti e a una rappresentanza degli studenti protagonisti del percorso.

Nel corso dell’incontro saranno presentati i dati raccolti e i risultati raggiunti durante le attività. I partecipanti avranno inoltre l’opportunità di conoscere da vicino il lavoro svolto attraverso brevi rappresentazioni dei laboratori che hanno caratterizzato il progetto.

“Ripensarsi” nasce con l’obiettivo di offrire ai giovani uno spazio sicuro in cui raccontarsi, confrontarsi e trovare ascolto. Un percorso che mette al centro la prevenzione e la costruzione di relazioni positive, strumenti fondamentali per contrastare il rischio di dipendenze e forme di disagio sempre più diffuse tra gli adolescenti.

L’iniziativa conferma l’importanza di investire nell’ascolto e nella partecipazione dei ragazzi, creando occasioni concrete di dialogo tra scuola, famiglia, istituzioni e territorio. Un approccio che punta a intervenire prima che il disagio si trasformi in emergenza, rafforzando il benessere e la crescita delle nuove generazioni.