Domenica 21 giugno la Marionettistica dei Fratelli Napoli mette in scena “Le avventure di Bradamante” nell’ambito del progetto Palcoscenico Catania 2026

La storia dei paladini di Francia torna a parlare al presente e porta nei quartieri di Catania un messaggio di inclusione, rispetto e parità di genere. La Compagnia Arte e Pupi dei Fratelli Napoli, maestri pupari dal 1921, presenterà domenica 21 giugno alle 18 lo spettacolo “Le avventure di Bradamante” negli spazi della Chiesa di San Giorgio e San Dionigi, in via Acquicella.
L’iniziativa rientra nel progetto “Palcoscenico Catania. La bellezza senza confini 2026”, promosso dal Comune di Catania e finanziato dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.
La forza di Bradamante
Dopo il successo de “La leggenda di Colapesce”, la Marionettistica dei Fratelli Napoli porta in scena un nuovo capitolo del repertorio cavalleresco. Alessandro e Fiorenzo Napoli firmano il copione che racconta le imprese di Bradamante, sorella del paladino Rinaldo e figura femminile tra le più affascinanti dell’epica carolingia.
«Narreremo come Bradamante prenderà le armi e imporrà la sua forte identità di donna nel mondo prevalentemente maschile dei paladini di Francia», spiega Alessandro Napoli.
Lo spettacolo mette in evidenza il ruolo delle donne nell’Opera dei Pupi catanese, sia attraverso i personaggi delle storie sia grazie al contributo delle tradizionali parlatrici, protagoniste della recitazione e della narrazione.
Un messaggio attuale
La vicenda dell’eroina cavalleresca conserva ancora oggi una forte attualità. Bradamante affronta sfide, difende i propri diritti e combatte per affermare la propria dignità in un contesto dominato dagli uomini.
«Lo spettacolo ripropone con estrema attualità le prime avventure dell’eroina Bradamante che, con coraggio e tenacia, lotta per i suoi diritti e cerca di affermare una più giusta parità di genere», sottolinea Fiorenzo Napoli.
Tradizione e innovazione
L’Opera dei Pupi, riconosciuta dall’Unesco nel 2001 come Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità, continua a rappresentare un ponte tra passato e presente. La famiglia Napoli, arrivata alla quinta generazione di pupari, custodisce e rinnova una tradizione che da oltre un secolo racconta la storia, la fede e i valori della Sicilia.
«La messa in scena della vita dei santi o del classico repertorio cavalleresco rappresenta un felice legame con la nostra tradizione e la nostra storia, che in oltre cento anni di attività non abbiamo mai smesso di onorare», conclude Davide Napoli.
