Angelo D’Arrigo rivive nello spettacolo “Oltre il limite”

CATANIA – Vent’anni dopo la scomparsa di Angelo D’Arrigo, il Teatro Stabile Mascalucia Mario Re sceglie il linguaggio del teatro per ricordare il grande aviatore catanese. Domenica 5 luglio, alle ore 19, andrà in scena “Oltre il limite – Un ricordo di Angelo D’Arrigo”, spettacolo nato su invito della Fondazione Angelo D’Arrigo.

La pièce porta sul palco il lavoro delle allieve del Laboratorio Teatrale Avanzato, guidate da Rita Re, Andrea Zappalà, Andrea Luca e Irene Albergo.

Un viaggio oltre il limite

Lo spettacolo ripercorre la straordinaria vicenda umana di Angelo D’Arrigo, protagonista di imprese che hanno fatto il giro del mondo, come il sorvolo dell’Everest e l’attraversamento del Sahara e della Siberia in deltaplano, spesso in volo accanto ai rapaci e agli uccelli migratori.

La narrazione, però, non si limita alle sue imprese sportive. Gli autori hanno costruito un racconto teatrale che mette al centro l’uomo, la sua ricerca della libertà e il desiderio costante di spingersi oltre ogni limite.

Tra sogno, scienza e libertà

«Angelo, eroe tragico del nostro tempo, in equilibrio tra scienza e incoscienza, ha sorpreso e ispirato il mondo intero con le sue imprese – spiegano Rita Re e Irene Albergo –. Attraverso i suoi racconti e le testimonianze della compagna di una vita, Laura, abbiamo cercato di restituire il senso più profondo della sua esistenza».

Per Andrea Luca e Andrea Zappalà, Angelo D’Arrigo rappresenta molto più di un pilota: «È gli occhi di un uccello, il vento tra le sue ali ma anche lo sguardo di un uomo, la sfida e il calcolo».

Le allieve danno voce al suo ricordo

A interpretare lo spettacolo saranno Chiara Borzì, Veronica Campagiorni, Arianna Cotroneo, Simona Cullurà, Chiara Di Giovanni, Martina Garozzo, Giuliana Mirone, Emanuela Tropea e Grazia Zappalà.

Con “Oltre il limite”, il Teatro Stabile Mascalucia Mario Re rende così omaggio a una delle figure più affascinanti della storia recente della Sicilia, trasformando il ricordo di Angelo D’Arrigo in un racconto teatrale che unisce memoria, emozione e desiderio di libertà.

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