Piazza Lanza, la poesia entra in carcere con Fabbricateatro

CATANIA – La poesia come strumento di ascolto, consapevolezza e rinascita. Parte da questa idea “Terra incognita”, il laboratorio poetico che Fabbricateatro porterà nella Casa Circondariale di Piazza Lanza nell’ambito del progetto “La poesia salverà il mondo”.

Il percorso si svolgerà il 9, 16, 23 e 30 luglio, dalle 15 alle 17, e coinvolgerà i detenuti in quattro incontri guidati dai poeti Giuseppe Gabriele Condorelli, Anna Maria Di Falco e Renato Pennisi.

La poesia come spazio di confronto

Il laboratorio inviterà i partecipanti a trasformare emozioni, ricordi e vissuti in parole, affrontando il tema delle “affettività di sangue”. Al centro della riflessione ci saranno i legami tra genitori e figli, il peso delle scelte personali e le conseguenze che ogni esperienza può lasciare nelle relazioni familiari.

L’obiettivo consiste nel creare uno spazio di ascolto e dialogo in cui la scrittura poetica diventi uno strumento per dare voce a sentimenti spesso difficili da esprimere e favorire un percorso di crescita personale.

Un percorso che continua nel tempo

“Terra incognita” nasce dalla collaborazione ormai consolidata tra Fabbricateatro e la Casa Circondariale di Piazza Lanza, resa possibile anche grazie al sostegno della direttrice Nunziella Di Fazio.

Negli anni la compagnia ha realizzato numerosi progetti all’interno dell’istituto, tra cui lo spettacolo I miei amabili resti, dedicato alla violenza sulle donne, Mille una fiaba, che ha coinvolto anche le famiglie dei detenuti, e un laboratorio teatrale rivolto alle detenute nel 2025.

L’arte come ponte verso la comunità

Il laboratorio rientra nel più ampio progetto “La poesia salverà il mondo”, che unisce teatro, poesia e inclusione sociale attraverso iniziative rivolte a pubblici diversi.

Accanto agli appuntamenti in carcere, il programma comprende anche le repliche dello spettacolo Allo Stallone e le attività dedicate ai piccoli pazienti del reparto di Pediatria dell’ospedale San Marco di Catania.

Con “Terra incognita”, Fabbricateatro rinnova così il proprio impegno nel portare la cultura anche nei luoghi più fragili, affidando alla poesia il compito di costruire relazioni, favorire il dialogo e offrire nuove occasioni di riflessione.

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