Nel 2025 crescono del 42% gli alimenti recuperati e distribuiti. Il Bilancio Sociale racconta una rete che sostiene oltre 178 mila persone in Sicilia

CATANIA – Oltre 11,2 milioni di chili di alimenti recuperati e distribuiti nel 2025, il 42% in più rispetto all’anno precedente. Una rete di 465 organizzazioni che ha sostenuto 178.265 persone e generato un beneficio ambientale pari a 4.649,65 tonnellate di CO₂ equivalente non immesse nell’atmosfera.
Sono i numeri principali del Bilancio Sociale 2025 di Banco Alimentare della Sicilia, presentato a Catania durante l’incontro “Alleanze di Valore – La sostenibilità come strumento per essere competitivi e generare impatto territoriale”.
L’evento, ospitato da Le Village by CA Sicilia e patrocinato dall’Università di Catania, ha riunito imprese, professionisti, istituzioni e realtà del Terzo Settore.
Una rete che sostiene oltre 178 mila persone

«I numeri restituiscono soltanto la dimensione misurabile del valore generato», afferma Pietro Maugeri, presidente di Banco Alimentare della Sicilia.
Dietro ogni alimento recuperato e distribuito, sottolinea Maugeri, opera una comunità che unisce volontari, imprese, enti caritativi e istituzioni. Una rete che acquista ancora più valore mentre la povertà assume forme sempre più complesse.
«Un pasto caldo o un pacco di spesa non sono soltanto un aiuto materiale, ma un gesto di vicinanza, di cura e di attenzione. In un mondo sempre più individuale, fare rete significa trasformare la collaborazione in valore e non lasciare indietro nessuno».
Anche don Nuccio Puglisi, direttore della Caritas Diocesana, ha sottolineato il valore della collaborazione con Banco Alimentare: il cibo che raggiunge le famiglie, ha spiegato, diventa anche ascolto, consolazione e speranza.
Il cibo recuperato genera valore sociale e ambientale

Il Bilancio Sociale fotografa un’organizzazione sempre più articolata. Programmi europei e nazionali, recupero dalle industrie, grande distribuzione attraverso Siticibo, donazioni territoriali e volontariato alimentano una rete capillare.
Il cibo raggiunge il territorio attraverso 465 Organizzazioni Partner Territoriali, veri presìdi di prossimità. A sostenere questa macchina contribuiscono anche oltre 23.500 ore di volontariato.
Il recupero delle eccedenze produce effetti su più livelli. Sostiene persone e famiglie in difficoltà, riduce lo spreco alimentare e le emissioni, alleggerisce i bilanci familiari e rafforza la collaborazione tra imprese, volontari, istituzioni e Terzo Settore.
«Il punto non era inventare un racconto, ma rendere visibile un valore che esisteva già», hanno spiegato Antonio Coco e Anna D’Urso di ZeroLAB, che hanno accompagnato Banco Alimentare della Sicilia nel percorso di costruzione del nuovo Bilancio Sociale.
Sostenibilità e imprese, nasce un’alleanza sul territorio
Il confronto ha allargato lo sguardo al ruolo della sostenibilità nei processi economici e sociali.
Per Alessio Biondo, professore associato di Politica Economica dell’Università di Catania, ogni modello sostenibile deve mettere al centro le persone e le relazioni. «È questo che qualifica una società e le permette di guardare al futuro come a un posto migliore».
Francesco Dubini, Senior Professional Sustainability di TEHA Group, ha invece evidenziato il rapporto tra sostenibilità e competitività. Integrare gli obiettivi ESG, ha spiegato, può aiutare le imprese a innovare, attrarre investimenti e costruire nuove relazioni di valore.
Le esperienze di Meic Services, Strano SpA e Misitano & Stracuzzi hanno concluso il confronto. Le aziende hanno raccontato come investimenti, innovazione e responsabilità sociale possano generare benefici concreti per imprese, lavoratori e comunità.
Il Bilancio Sociale 2025 diventa così non soltanto uno strumento di rendicontazione, ma il punto di partenza per nuove “Alleanze di Valore” tra profit e non profit, con un obiettivo condiviso: trasformare la collaborazione in sviluppo e non lasciare indietro nessuno.
