SAC, la Lega chiede chiarezza sulla privatizzazione

Consigliere metropolitano Ruggero Strano

CATANIA – La Lega porta in Consiglio Metropolitano il dibattito sulla privatizzazione di SAC, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Il capogruppo Ruggero Strano ha presentato un’interrogazione a risposta orale al sindaco metropolitano Enrico Trantino per chiedere chiarimenti sul percorso che punta alla cessione del 51% del capitale della società.

L’iniziativa arriva dopo l’avvio della procedura di privatizzazione, nonostante SAC presenti una situazione economica positiva e la Città Metropolitana di Catania detenga il 12,12% delle quote societarie.

“L’aeroporto di Catania rappresenta una delle infrastrutture più importanti per il nostro territorio, motore di sviluppo turistico, commerciale e occupazionale”, afferma Strano. “Un processo così delicato deve svolgersi con la massima trasparenza e attraverso un confronto politico preventivo che, finora, è mancato”.

L’interrogazione punta a ottenere risposte su quattro aspetti ritenuti strategici. La Lega chiede di conoscere le motivazioni della cessione e i benefici concreti per il territorio e per la Città Metropolitana. Sollecita inoltre chiarimenti sulla possibile fusione tra SAC e SAC Service, ipotesi già avanzata da alcuni sindaci prima della privatizzazione.

Il documento affronta anche il tema della tutela occupazionale. Strano chiede infatti se il piano preveda clausole a salvaguardia dei lavoratori degli aeroporti di Catania e Comiso e quali obiettivi del piano industriale, se già definito, possano produrre effetti diretti sui cittadini dell’area metropolitana.

“Non siamo pregiudizialmente contrari all’ingresso di un partner industriale qualificato – sottolinea il capogruppo della Lega – ma chiediamo garanzie per i lavoratori, per l’occupazione e per le ricadute economiche sul territorio. Il sistema aeroportuale etneo rappresenta un patrimonio strategico e merita un progetto chiaro di crescita e sviluppo per la Sicilia orientale”.

Strano conclude con un appello al sindaco metropolitano: “I cittadini hanno diritto di sapere quale sarà il futuro della quota pubblica e di uno scalo che ogni anno movimenta milioni di passeggeri e sostiene migliaia di posti di lavoro”.

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