Crisi climatica, Raia: «La Sicilia punti sulla prevenzione»

Concetta Raia

CATANIA – Un piano straordinario regionale per affrontare la crisi climatica in Sicilia, con risorse certe e interventi su città, scuole, reti idriche, agricoltura e tutela delle persone più fragili. Concetta Raia chiede alla Regione Siciliana di abbandonare la logica dell’emergenza e investire sulla prevenzione.

«La Sicilia non ha bisogno di altre emergenze. Ha bisogno di un piano per il clima e di risorse vere», afferma Raia, che parte dalle temperature registrate nell’Isola e dalle conseguenze che il cambiamento climatico può produrre sul territorio.

Ondate di calore più lunghe, siccità, precipitazioni violente e crescente pressione sulle risorse idriche, secondo Raia, richiedono una strategia capace di proteggere popolazione, agricoltura, infrastrutture e attività produttive.

L’esponente politica chiama in causa sia il Governo nazionale sia quello regionale. «La siccità non è una sorpresa. Il caldo estremo non è una sorpresa», sottolinea, chiedendo alla Regione quali risorse intenda destinare agli interventi di adattamento.

Rifugi climatici e più verde nelle città

Tra le proposte figura la creazione di una rete di rifugi climatici all’interno di biblioteche, scuole, impianti sportivi e altre strutture pubbliche. Luoghi accessibili dove anziani, bambini e persone fragili possano trovare sollievo durante le ondate di calore.

Raia cita il modello di Barcellona e propone di intervenire anche sulla struttura delle città siciliane attraverso più alberi, aree verdi e zone d’ombra, meno cemento e una maggiore permeabilità del suolo.

«Dobbiamo avere il coraggio di depavimentare dove l’asfalto non è necessario, creare boschi urbani e periurbani, aumentare le aree verdi e ridurre le isole di calore».

Scuole da adeguare alle temperature più alte

Un altro fronte riguarda gli edifici scolastici. In vista della riapertura delle scuole siciliane il 15 settembre, Raia sollecita interventi per migliorare le condizioni delle aule.

Tra le misure indicate figurano schermature solari, alberi nei cortili, ventilazione, isolamento ed efficientamento energetico e, dove necessario, sistemi di climatizzazione.

Raia propone inoltre di sfruttare i tetti degli edifici scolastici per installare pannelli fotovoltaici e favorire la nascita di comunità energetiche.

«Non è una questione di comfort – sostiene –. È una questione di salute, sicurezza e diritto allo studio».

Acqua e agricoltura al centro degli investimenti

La gestione dell’acqua rappresenta un altro punto centrale della proposta. Raia richiama le condizioni delle reti idriche siciliane, le perdite e le difficoltà che la siccità provoca al settore agricolo.

Chiede quindi investimenti su acquedotti, invasi, reti irrigue, manutenzione, riuso dell’acqua e sistemi di irrigazione più efficienti.

«Non possiamo scoprire ogni estate che l’acqua è un problema. La gestione della risorsa idrica deve diventare una politica strutturale, non una risposta emergenziale».

La prevenzione, secondo Raia, deve riguardare anche gli incendi, con una gestione del territorio che riduca il rischio dei roghi e della progressiva desertificazione.

«Proteggere anche chi non può difendersi dal caldo»

Nel documento trova spazio anche la dimensione sociale della crisi climatica. Raia richiama le difficoltà di anziani soli, bambini, famiglie con redditi bassi e lavoratori che trascorrono molte ore all’aperto nei cantieri, nei campi e sulle strade.

«La difesa dal caldo non può dipendere dalla capacità economica dei singoli», afferma, chiedendo politiche pubbliche rivolte soprattutto alle persone più esposte.

La proposta prevede che la Regione destini già dal prossimo bilancio una parte dell’avanzo di amministrazione a un Piano straordinario regionale per l’adattamento climatico, con risorse certe, scadenze definite e interventi concreti.

I fondi, secondo Raia, dovrebbero aiutare i Comuni ad aumentare il verde urbano, creare zone d’ombra e rifugi climatici, adeguare le scuole, modernizzare le reti idriche, sostenere l’agricoltura e tutelare lavoratori e cittadini fragili.

«Il cambiamento climatico non è più una previsione. È la realtà – conclude Raia –. La Sicilia non ha bisogno di altre ordinanze quando arriva il caldo. Ha bisogno di un piano, di investimenti e di prevenzione. Davanti a 40, 42 o 43 gradi, aspettare non è più prudenza. È una responsabilità politica».

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