L’Asp di Catania mantiene alta la sorveglianza sul West Nile. Nessun riscontro positivo finora. Otto trappole monitorano le zanzare ogni quindici giorni

CATANIA – Nessun riscontro positivo al virus West Nile nelle zanzare o negli animali e nessuna segnalazione di casi umani in provincia di Catania. L’Asp mantiene però alta l’attenzione e prosegue le attività di prevenzione e sorveglianza previste dal Piano nazionale contro le arbovirosi.
Il Dipartimento di Prevenzione Veterinaria dell’Asp di Catania, diretto da Emanuele Farruggia, coordina i controlli sul versante veterinario. La Sicilia rientra anche nel 2026 tra le aree ad alto rischio di trasmissione. Per questo il sistema di sorveglianza provinciale coinvolge casi umani, equidi, uccelli selvatici e popolazioni di zanzare.
Otto trappole per monitorare le zanzare

I veterinari dell’Asp controllano il territorio provinciale attraverso otto trappole, comprese quelle collocate nelle aree del Porto e dell’Aeroporto di Catania. Gli operatori effettuano le catture ogni quindici giorni e dall’inizio dell’anno hanno già eseguito 117 campionamenti.
L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia analizza poi le zanzare catturate. I controlli hanno individuato anche la Culex pipiens, specie che può trasmettere il West Nile Virus, ma le analisi non hanno riscontrato finora la presenza del virus.
Il quadro nazionale invita comunque a non abbassare la guardia. Secondo il report dell’Istituto Superiore di Sanità citato dall’Asp e aggiornato al 26 agosto, dall’inizio della sorveglianza l’Italia ha registrato 432 casi confermati di infezione da West Nile Virus, di cui 223 nella forma neuro-invasiva.
La prevenzione parte anche da balconi e giardini
L’Asp richiama l’attenzione anche sui comportamenti quotidiani. Balconi, terrazzi, giardini e cortili possono infatti favorire la proliferazione delle zanzare quando contengono piccoli ristagni d’acqua.
I veterinari invitano quindi i cittadini a controllare periodicamente gli spazi intorno alle abitazioni. Occorre svuotare almeno una volta alla settimana sottovasi, ciotole degli animali e recipienti lasciati all’aperto, oltre a eliminare i contenitori inutilizzati che possono raccogliere acqua piovana.
L’Asp consiglia inoltre di coprire vasche, cisterne, bidoni e serbatoi, tenere secchi e annaffiatoi con l’apertura rivolta verso il basso e controllare grondaie e caditoie. Nei ristagni che non si possono eliminare, i cittadini possono utilizzare prodotti larvicidi seguendo le indicazioni riportate in etichetta.
Zanzariere, abiti chiari e repellenti
Anche la protezione individuale riduce il rischio di punture. L’Asp raccomanda l’uso di zanzariere a porte e finestre e, quando necessario, di prodotti per uso domestico secondo le istruzioni.
All’aperto conviene preferire abiti chiari che coprano gran parte del corpo. Nei casi opportuni si possono utilizzare repellenti cutanei sulla pelle esposta, sempre rispettando le indicazioni del prodotto.
«La prevenzione è un impegno di tutti», ricordano i veterinari dell’Asp. Eliminare anche un piccolo ristagno d’acqua richiede pochi minuti, ma la collaborazione diffusa può limitare i luoghi nei quali le zanzare proliferano.
