Acto Sicilia ha celebrato oltre 60 persone che sostengono donne con tumore ovarico e le loro famiglie. Durante la serata “L’eco di un grazie che continua” presentati 4 nuovi progetti per il 2027

CATANIA – In Sicilia circa 500 donne ogni anno ricevono una diagnosi di tumore ovarico. Una malattia che coinvolge anche le famiglie e richiede una rete di sostegno capace di andare oltre le cure mediche. Proprio a questa rete Acto Sicilia – Alleanza contro il Tumore Ovarico ha dedicato la serata “L’eco di un grazie che continua” (nelle immagini, di Gianluca Rimicci per Acto Sicilia, alcuni momenti della serata), che ha riunito a Villa Antico Rotolo, a Catania, oltre 60 persone alle quali l’associazione ha voluto esprimere la propria riconoscenza.
Medici, professionisti, sportivi, volontari, bambini e rappresentanti delle istituzioni hanno ricevuto un riconoscimento per il contributo alle attività dell’associazione. Durante l’incontro, Acto Sicilia ha inoltre presentato quattro nuovi progetti per il 2027.
Una rete di solidarietà che coinvolge tutta Catania

«Abbiamo coinvolto tutta Catania e non solo Catania: rugbisti, velisti, ammiragli, architetti, ingegneri, stilisti, truccatori, bambini, sommelier», ha raccontato Giusy Scandurra, primario di Oncologia medica dell’ospedale Cannizzaro di Catania.
Una rete che negli anni ha portato le iniziative di Acto Sicilia in luoghi molto diversi, dagli spazi culturali ai treni della Circumetnea, coinvolgendo realtà sportive, professionisti e cittadini.
Tra le esperienze più significative figurano le partite con i Briganti Rugby di Librino, le veleggiate con la Lega Navale Italiana e le mostre di Land Art che hanno valorizzato le copertine per neonati realizzate dalle pazienti oncologiche e dalle loro famiglie.
L’associazione ha inoltre promosso libri che raccontano le esperienze delle pazienti e dei loro figli, raggiungendo anche la Biennale di Venezia e il Salone Nautico di Genova.
All’interno del reparto di Oncologia medica del Cannizzaro è nato anche il Giardino Magico, uno spazio che ospita incontri e attività rivolte alle pazienti e alle famiglie, compresi appuntamenti dedicati ai bambini.
Tumore ovarico, 500 nuovi casi ogni anno in Sicilia

La serata ha offerto anche l’occasione per richiamare l’attenzione sulla conoscenza del tumore ovarico e sull’importanza del sostegno alle pazienti.
Secondo i dati illustrati da Giusy Scandurra, ogni anno il tumore ovarico colpisce circa 500 donne in Sicilia e 5.000 in Italia. La malattia spesso arriva alla diagnosi in fase avanzata, rendendo particolarmente importante la conoscenza dei sintomi e delle possibilità terapeutiche.
Ma il percorso di cura non riguarda soltanto chi affronta direttamente la malattia.
«Non basta dare supporto alla paziente, alla donna affetta da tumore ginecologico. Bisogna guardarsi attorno, guardare la famiglia», ha sottolineato Anna Maria Motta, presidente di Acto Sicilia.
«La malattia oncologica è una malattia delle famiglie e deve ricevere un supporto adeguato».
Un principio che guida le attività dell’associazione e che ha contribuito alla nascita di iniziative capaci di coinvolgere anche figli, familiari e caregiver.
Acto Sicilia presenta quattro nuovi progetti per il 2027
Durante l’incontro, l’associazione ha anticipato quattro iniziative che intende sviluppare nel prossimo anno:
- Passeggiata con i “Geni”
- In giardino tra foglie di tè: infusioni letterarie in tazza!
- Di padre in figlia
- Discussioni sul quarto spazio
I progetti proseguiranno il percorso dell’associazione attraverso attività che intrecciano condivisione, cultura, prevenzione, cura e tutele legali.
«Già ce ne sono quattro o cinque in cantiere, pronti per essere varati», ha anticipato Scandurra.
La serata di Villa Antico Rotolo ha così rappresentato non soltanto un riconoscimento per chi ha contribuito alla crescita di Acto Sicilia, ma anche il punto di partenza per nuove iniziative.
L’obiettivo resta quello di rafforzare il sostegno alle donne con tumore ovarico e alle loro famiglie, coinvolgendo sempre più persone in una rete che unisce competenze professionali, volontariato, sport e cultura.
