Alla Loggia della Tonnara di Marzamemi la mostra “Se ascolti il mare” di Emanuele Vitale, fotografo subacqueo che esplora profondità, luce e percezione

Il mare come spazio da attraversare, capace di cambiare luce, materia e percezione. Emanuele Vitale, fotografo concettuale subacqueo, racconta così il rapporto con l’ambiente marino nella mostra “Se ascolti il mare”, ospitata alla Loggia della Tonnara di Marzamemi in occasione della settima edizione del Marzamemi Cinefest.
Le immagini accompagnano il visitatore in un percorso che alterna profondità e riemersione, oscurità e rivelazione, dimensione naturale e percezione interiore. Un racconto nel quale il mare non rappresenta soltanto il soggetto delle fotografie, ma diventa parte integrante della ricerca artistica.
«La superficie dell’acqua è un gate, una porta di accesso verso una dimensione che “respinge” l’essere umano, che deve sentirsi sempre un ospite e affrontarla sempre con prudenza, rispetto, umiltà», spiega Vitale.
La fotografia subacquea diventa racconto

L’artista utilizza il mare come fonte d’ispirazione e come scenografia naturale dalle tonalità mutevoli. La mostra costruisce così una narrazione attraverso le immagini e invita il pubblico ad andare oltre la semplice osservazione dello scatto.
«La mostra non è una semplice successione di fotografie subacquee – sottolinea Vitale – ma un movimento progressivo tra profondità e riemersione, oscurità e rivelazione, dimensione naturale e percezione interiore».
Fotografo di notorietà internazionale, Vitale ha ottenuto numerosi riconoscimenti e recensioni su riviste specializzate. A Marzamemi ha accolto l’invito del presidente della Pro Loco Nino Campisi e della direzione artistica del Marzamemi Cinefest.
Anche gli studenti raccontano il mare
Vitale ha inoltre contribuito alla preparazione di “L’eco del mare”, progetto realizzato dagli studenti del Liceo artistico Antonello Gagini di Siracusa con il coordinamento del professore Nino Sicari.
Le due esperienze condividono così il mare come elemento creativo e terreno di ricerca, mettendo in dialogo il lavoro del fotografo con quello degli studenti all’interno della cornice del Marzamemi Cinefest.
