Agricoltori in protesta a Sferro, presidio a oltranza

Decine di trattori, camion e mezzi agricoli a Sferro per protestare contro il caro gasolio e l’aumento dei costi di produzione. Gli agricoltori del Calatino e della Piana di Catania hanno organizzato una mobilitazione spontanea nella frazione al confine tra Paternò, Ramacca e Castel di Iudica.

Il presidio prosegue a oltranza. Gli agricoltori denunciano le difficoltà economiche che colpiscono il settore e chiedono interventi immediati alla Regione e al Governo.

Caro gasolio e costi di produzione, le richieste degli agricoltori

Al centro della protesta ci sono l’aumento del prezzo del gasolio agricolo, il caro vita e la crescita dei costi di produzione, che mettono in difficoltà le aziende del territorio.

I manifestanti chiedono l’apertura immediata di un tavolo di crisi regionale, misure per calmierare il prezzo del carburante, ristori diretti e interventi strutturali sulla filiera agricola.

Strano invita i sindaci del comprensorio al presidio

Il sindaco di Castel di Iudica, Ruggero Strano, ha raggiunto gli agricoltori a Sferro per esprimere la propria solidarietà.

Il primo cittadino ha invitato i sindaci del comprensorio a partecipare al presidio venerdì 16 ottobre alle 10, per manifestare insieme il sostegno agli agricoltori.

«Sono qui a Sferro al fianco dei nostri agricoltori – dichiara Strano – perché questa non è una protesta di categoria, è la protesta di un intero territorio che rischia di morire».

Il sindaco richiama l’attenzione sulle conseguenze economiche della crisi agricola: «Con questi costi del gasolio, con il caro vita che schiaccia le famiglie e le aziende, non si può più andare avanti. I nostri agricoltori non chiedono elemosina, chiedono dignità e rispetto per il lavoro».

Strano rivolge infine un appello alle istituzioni regionali e nazionali.

«Se si spegne l’agricoltura, si spegne la Sicilia. Chiedo alla Regione e al Governo di intervenire subito con misure concrete, prima che sia troppo tardi. Castel di Iudica non si piega e non lascia soli i suoi agricoltori».

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