Fondazione SINNOVA, in Senegal un modello per l’Africa

Il viceministro Cirielli mentre stringe la mano a Giuseppe Spadafora e ai componenti della Fondazione SINNOVA

Un investimento da 76,7 milioni di euro in Senegal, quasi 500 posti di lavoro previsti e un progetto che unisce agricoltura, energia rinnovabile e formazione professionale. La Fondazione SINNOVA ha presentato alla Camera dei deputati il proprio modello di cooperazione tra Italia e Africa, che punta a trasformare ricerca scientifica e competenze imprenditoriali in opportunità di sviluppo per i territori.

Il convegno «Investire nell’agricoltura africana – Opportunità e modelli Made in Italy» si è svolto il 15 ottobre nella Sala Tatarella di Palazzo dei Gruppi Parlamentari, a Roma, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, delle università e delle imprese.

Tra gli interventi, quello del viceministro degli Affari Esteri Edmondo Cirielli, che ha espresso fiducia nell’iniziativa e indicato nel modello SINNOVA un’esperienza replicabile anche in altri Paesi africani. Cirielli ha inoltre richiamato la coerenza del progetto con gli obiettivi del Piano Mattei.

Dalla ricerca scientifica ai progetti di sviluppo

La Fondazione SINNOVA ha sede nell’Orto Botanico di Roma della Sapienza Università di Roma e promuove la collaborazione tra università, ricerca, imprese e istituzioni.

L’obiettivo è sviluppare iniziative sostenibili che valorizzino le risorse locali e favoriscano il trasferimento delle competenze.

«La ricerca scientifica esprime pienamente il proprio valore quando le conoscenze si traducono anche in opportunità concrete di sviluppo», ha dichiarato Fabio Attorre, presidente della Fondazione SINNOVA.

Attorre ha sottolineato l’importanza di costruire progetti duraturi, capaci di lasciare competenze e conoscenze alle comunità. In Senegal, tra gli obiettivi, figura anche lo sviluppo dell’autonomia nella produzione delle sementi, attraverso la valorizzazione delle varietà più adatte al territorio.

La Fondazione ha già definito un accordo quadro con l’Université Alioune Diop de Bambey, università pubblica senegalese. Durante l’incontro ha inoltre annunciato un appuntamento dedicato al cacao per la primavera del 2027.

Senegal, un investimento da 76,7 milioni di euro

Il primo progetto internazionale della Fondazione riguarda Notto Gouye Diama, nella regione di Thiès, in Senegal.

L’iniziativa, che vede la collaborazione tra SINNOVA e Unimpresa Sicilia, prevede un polo agroindustriale e agrivoltaico su una superficie complessiva di 380 ettari.

Il piano comprende un impianto agrivoltaico da 95 MWp, coltivazioni agricole, attività zootecniche, strutture per la trasformazione e conservazione dei prodotti e un centro internazionale di formazione professionale.

Il progetto ha già compiuto alcuni passi operativi. Dopo la convenzione del 5 settembre con il Comune di Notto Gouye Diama, la società locale Unimpresa Sénégal S.A.S. ha ottenuto l’assegnazione dei primi 300 ettari.

Unimpresa ha inoltre avviato attività formative con il CPIA2 Catania per sviluppare competenze professionali sul territorio.

Il programma prevede l’apertura dei cantieri e l’avvio delle attività produttive nel 2027. Intanto prosegue la valutazione delle proposte di partnership per individuare l’operatore energetico e completare gli adempimenti necessari all’investimento.

Secondo le stime del piano industriale, il polo potrà creare a regime quasi 500 posti di lavoro e generare un valore aggiunto annuo di circa 8,2 milioni di euro per l’economia comunale.

Spadafora: «Creare opportunità di lavoro per i giovani»

«Investire nello sviluppo agricolo del Senegal significa creare le condizioni per una crescita economica capace di offrire nuove opportunità alle comunità locali», ha affermato Giuseppe Spadafora, vicepresidente di Unimpresa e della Fondazione SINNOVA.

Spadafora ha evidenziato il ruolo dell’occupazione e dell’aumento del reddito, soprattutto per i giovani, anche come strumenti per affrontare le cause economiche dei fenomeni migratori.

Al convegno hanno partecipato anche l’ambasciatore della Repubblica del Senegal in Italia, Ngor Ndiaye, Berhan Tedla Teklyohans e il segretario generale del Comune di Notto Gouye Diama, Thierno Diakhate.

I rappresentanti senegalesi hanno espresso apprezzamento per il progetto e disponibilità ad accompagnarne lo sviluppo. Hanno inoltre illustrato le potenzialità agricole del territorio, caratterizzato da terreni fertili e disponibilità di acqua dolce, e le opportunità di occupazione per giovani e donne.

L’esperienza Del Monte e gli strumenti per investire in Africa

Durante il convegno, Jacopo Sica, Senior Director Sales and Operations Europe & Africa di Del Monte, ha presentato l’esperienza del gruppo, presente da oltre sessant’anni al fianco del Kenya.

Qui Del Monte integra coltivazione, trasformazione ed esportazione dei prodotti agricoli, sostenendo, secondo i dati illustrati, mediamente quasi 20 mila posti di lavoro all’anno tra occupazione diretta e indotto.

«Investire nell’agricoltura africana significa costruire filiere insieme ai produttori locali. Il capitale deve accompagnarsi a competenze, infrastrutture e accesso ai mercati, affinché la crescita dell’impresa produca benefici duraturi anche per il territorio», ha sottolineato Sica.

Arrigo Montella, vicepresidente della Fondazione SINNOVA, ha illustrato gli strumenti finanziari disponibili per sostenere gli investimenti italiani in Africa, dalle garanzie SACE ai finanziamenti SIMEST, fino alle opportunità di AICS e Cassa Depositi e Prestiti.

Montella ha richiamato la necessità di individuare soluzioni finanziarie adeguate alle caratteristiche dei singoli progetti.

Cooperazione tra Italia e Africa, il ruolo delle imprese

A moderare il convegno è stata Alessia Ambrosi, parlamentare e componente della Commissione Politiche dell’Unione europea.

Ambrosi ha sottolineato il valore dei rapporti bilaterali tra Italia e Paesi africani e l’importanza di una cooperazione che riconosca a ciascuna nazione la responsabilità dei progetti e dei risultati.

Il confronto alla Camera ha così delineato la strategia della Fondazione SINNOVA: mettere in relazione ricerca, investimenti e formazione per promuovere filiere produttive, occupazione e crescita economica nei territori africani, attraverso progetti condivisi con le comunità locali.

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