Si va in cerca di nuove seduzioni… dalle passerelle ai Video Music Awards

Nell’era in cui il genere dominante sembra quello transgender, la moda cerca di rimarcare ed esportare un senso della femminilità che forse è stato smarrito

Nicki Minaj

Nicki Minaj

La femminilità non è statica ma ciclica. Talvolta è così mutevole da essere difficile darne una interpretazione. Spesso i sociologi si cimentano a studiarla e cercano, in qualche modo, di darne una chiave di lettura, ma non sempre ci riescono. Il mondo della moda ne ricalca i contorni e cerca di enfatizzarla. Così non c’è tanto da sorprendersi se Maria Grazia Chiuri, neo designer di Dior, alla sua prima sfilata di moda per il celebre brand della moda francese ha fatto scendere in passerelle delle modelle che indossavano una T-shirt con la scritta: “We should all be femminist”. “Dovremmo essere tutti femministi”.
Nell’era in cui il genere dominante sembra essere quello transgender, con una particolare promiscuità tra maschile e femminile, la moda cerca di rimarcare il senso di femminilità che forse si è smarrito. La moda è alla ricerca di un modello univoco che possa essere accettato da tutti come modello di femminilità di riferimento. In giro, in effetti, c’è proprio di tutto. Dalla femminilità estrema ostentata dalla cantante Nicki Minaj agli ultimi MTV Video Music Awards, con una tutina in latex rosa super attillata che tratteggia le abbondanti curve della cantante. Alla femminilità androgina di Kristen Stewart, con capelli rasati color platino, pantaloni larghi e sneakers. Praticamente due tipi ben diversi di femminilità in aperta antitesi tra loro. Ovviamente in molti, soprattutto i tradizionalisti, preferirebbero ritornare alla femminilità di un tempo: abiti che tratteggiano delicatamente la silhouette femminile senza ostentarne troppo le curve, lasciando che l’immaginazione faccia il resto.

Kristen Stewart

Kristen Stewart

La storia del costume ci ha insegnato che in ogni periodo storico si è avuta una percezione della femminilità diversa: nel XVIII secolo sono stati valorizzati vita e seno con la scollatura bombata; durante la Rivoluzione Francese si sono attenuate le differenze per sottolinearle nuovamente durante la Belle Epoque. Come non ricordare, ad esempio, il New Look di Dior, in voga dopo la Seconda Guerra Mondiale, che sottolineava il corpo a clessidra? Anche durante il ’68 si è avuta una fase particolarmente delicata per la femminilità. Le femministe, all’epoca, contestarono aspramente l’uso che si faceva del corpo femminile prediligendo abiti maschili in maniera da coprire il più possibile le curve.
Nella fase confusionaria dei nostri giorni ci sono stilisti, come Miuccia Prada, che hanno pensato bene di dare un calcio al cerchio e uno alla botte. Nella sfilata della collezione autunno-inverno 2017-2018 di Prada abbiamo visto abbinamenti insoliti con parka e reggiseni a vista come quelli dei tempi delle lotte femministe. In passerella pezzi estremamente sexy misti ad abiti castigatissimi. Che sia questo il nuovo modello di femminilità? Ai posteri l’ardua sentenza…
Patrick Battipaglia

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