In Regione la barca va… e il bilancio?

Antonio Ingroia e Rosario Crocetta.

Antonio Ingroia e Rosario Crocetta

«Il banco di prova per la tenuta del nuovo Governo regionale sarà la variazione di bilancio. Se, infatti, non si riuscisse ancora una volta a sbloccare lo stipendio di 40mila persone sarebbe un dramma per i lavoratori ma anche il segno che la politica siciliana non ha più alcun senso di responsabilità». È questo l’ammonimento che giunge al presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, da parte di Claudio Barone, segretario generale della Uil, che aggiunge: «Speriamo che in tempi brevi sia approvata la manovra economica. Questo sindacato è già pronto a intraprendere tutte le forme di lotta se si dovesse andare avanti con gli indugi non garantendo la sopravvivenza dei lavoratori».
Ma Crocetta ci ha ormai abituato al fatto che in un modo o nell’altro supera ogni problema. Infatti, delle tre grandi questioni che aveva in piedi, o meglio in mezzo ai piedi, le prime due alla fine sono passate. Superata brillantemente la fase della nomina dei manager della sanità e superata anche la composizione della nuova giunta che è arrivata a livelli assolutamente drammatici. Mariano Pisciotta, , le altre questioni aperte, sembravano stare per decretare la fine del Governo Crocetta. Eppure è bastato un colpo d’ala, di bacchetta magica, e tutto si è rimesso a posto. In fondo l’approvazione del bilancio, per quanto possa essere un atto amministrativo e politico molto complesso, investe interessi generali troppo grandi per non arrivare a buon fine.
Ultima tegola sul capo di Crocetta è stata la notifica dell’avvio di un procedimento da parte della Corte dei Conti, relativo a un presunto danno erariale da oltre 2,2 milioni di euro causato dall’assunzione di 74 dipendenti ex Sisev effettuate dalla società Sicilia e-servizi. Coinvolti anche gli assessori Nelli Scilabra, Patrizia Valenti e Michela Stancheris, gli ex assessori Dario Cartabellotta, Ester Bonafede e Nino Bartolotta, il commissario di Sicilia e-Servizi Antonio Ingroia, il ragioniere generale della Regione Mariano Pisciotta, l’avvocato dello Stato Massimo Dell’Aira e la dirigente del settore Società partecipate della Regione, Rossana Signorino.
Secca la risposta di Ingroia: «Mi verrebbe da sorridere a vedermi recapitare un avviso di garanzia per presunto danno erariale. Mi verrebbe da sorridere perché me lo aspettavo, non solo perché l’avviso di indagine era stato già preannunciato a mezzo stampa già da qualche settimana e quindi ben prima che venisse inviato, ma anche perché non è la prima volta che, pur di non dirmi grazie, le regole del senso comune vengono rovesciate. In questo caso potrei dire che non avevo scelta perché dovevo adempiere a un obbligo nel riassumere quei lavoratori licenziati, discendente dalla delibera della giunta Crocetta, ed invece dico che qualcuno dovrebbe premiarci e dire grazie per aver evitato un danno erariale alla Regione e un rischio altissimo per la salute e il bene comune dei siciliani. E sfido chiunque a dimostrare il contrario».
Qualsiasi altro commento sarebbe superfluo, persino se lo facesse Rosario Crocetta.
Mat

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