Rivoluzione nella formazione siciliana: da 1928 a 385 enti accreditati dalla Regione

Nelli Scilabra

Nelli Scilabra

I lavoratori del settore della Formazione martedì scorso hanno fatto sentire la loro presenza e soprattutto la loro rabbia davanti alla Presidenza della Regione. L’intero comparto, infatti sta attraversando una situazione da molti definita insostenibile con i lavoratori che si trovano ad affrontare una difficilissima situazione economico sociale e non hanno nessuna certezza per il futuro. Eppure più volte, e l’ultima appena la settimana scorsa durante la grande e partecipata manifestazione regionale che si è fatta notare per le strade di Palermo, il governo di Rosario Crocetta ha ribadito le promesse fatte: la ripresa delle attività e dei servizi con la relativa ricollocazione dei lavoratori; lo sblocco reale dei pagamenti delle spettanze arretrate e correnti; le risorse e gli strumenti di garanzia del reddito e del lavoro per i lavoratori in attesa ricollocazione per tutti i lavoratori licenziati e sospesi che continuano a rimanere in attesa di risposte per il loro reimpiego.

Ma l’assessore regionale Nelli Scilabra, parlando all’Ars, ha rassicurato tutti o almeno ha cercato di farlo: «Nonostante il non lungo lasso di tempo trascorso dal mio insediamento posso affermare, senza timore di smentita, di avere avviato e in parte già realizzato un percorso politico amministrativo di riforme rilevanti che stanno incidendo in modo significativo in un settore particolarmente sensibile, quale è quello della Formazione professionale, e che hanno determinato una netta inversione di tendenza rispetto alle politiche praticate nel passato che hanno spesso prodotto inefficienze, sprechi, inadempienze nonché uno sviamento dell’azione dell’assessorato dalla sua funzione tipica».
«Ho attivato sin da subito un processo di riforma radicale e complessivo – ha detto ancora la Scilabra -, sia per moralizzare il settore sia per collocarla tra l’istruzione e il mercato. Si è abbandonata e lasciata alle spalle la vecchia via della formazione assistenza assolutamente non utile alla nostra terra che ha prodotto esclusivamente in questi anni corsi ripetitivi e disarticolati non programmati dall’amministrazione, gestiti spesso senza le necessarie competenze e con un uso talvolta, purtroppo, distorto del denaro pubblico”.

«Si è puntato ad una formazione di qualità, innovativa e transnazionale, che coniughi sviluppo a legalità, una formazione che dia ai giovani siciliani effettive competenze spendibili nei mercati internazionali, che imponga standard professionali adeguati, una formazione legata con il territorio e che ne costituisca strumento per il suo sviluppo. Una formazione quindi sostenibile che sia volano di crescita economica ed occupazionale che sia in grado di dare risposte efficaci all’emergenza occupazionale che stiamo vivendo in questo periodo di grave recessione, rinnovata e collegata saldamente al mondo del lavoro».

DA 1928 A 385 ENTI ACCREDITATI

Secondo i numeri forniti dall’assessore gli enti di formazione accreditati erano 1.928 per un totale di 2.504 sedi operative. Con la riforma sono state presentate 701 istanze, 670 per l’adeguamento del vecchio accreditamento e 31 nuove pratiche: in totale 701. Di tutte queste, 385 sono state già valutate: 26 (6,7%) con esito positivo ed in attesa di decreto, 359 con esito negativo e richiesta di integrazione, le rimanenti 316 pratiche sono in fase di valutazione.
Secondo l’assessore Scilabra l’obiettivo è quello «di moralizzare il sistema della formazione professionale e garantirne l’affidabilità, si è proceduto alla revoca dell’accreditamento a oltre 200 enti o perché di fatto non più operanti o perché non davano garanzie in ordine alla affidabilità, anche morale, taluni dei quali coinvolti in inchieste giudiziarie».

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