Scende il prezzo del petrolio… infranti i siculi sogni da sceicchi?

Quasi sceicchi...

Quasi sceicchi… ma forse no

Nel coro di “no” che si è levato dopo la decisione del presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta di autorizzare alla grandi compagnie petroliferi le trivellazioni nel mare intorno all’Isola, qualcuno aveva gridato “Si” con forza e convinzione. Infatti, pensavano e dicevano costoro, se gli sceicchi si sono comprati la Perla Jonica, il Manchester City e il Paris St Germain con i soldi ricavati dal petrolio, ora che noi siciliani abbiamo questa possibilità perché non sfruttarla? E magari, davanti alle ultime magre figure della squadra del cuore, qualche catanese o palermitano hanno sognato Messi in maglia rossazzurra e Ronaldo in rosanero.

Il sogno, purtroppo o per fortuna, è durato poco. Il prezzo del petrolio greggio è tracollato in tutto il mondo. Complice la crisi economica che ha fatto crollare i consumi e quindi la produzione delle grandi industrie che consumano meno energia. Decisiva la scelta degli Stati Uniti di diventare autosufficienti, e magari esportarne anche un po’, che li ha indotti non solo a sfruttare meglio i giacimenti già esistenti ma anche inventare nuovi sistemi per estrarre petrolio. Si tratta della nuova tecnica del “fracking”. Una nuova tecnica estrattiva, che si chiama perforazione idraulica e permette di recuperare il ricco patrimonio dello shale gas, ovvero il gas da argille che si trova nelle rocce. Si tratta una tecnologia che serve a estrarre gas e petrolio dall’interno delle rocce più recondite nelle viscere della terra; attraverso una perforazione non verticale, dall’alto in basso come sempre fatto, bensì orizzontale: cioè la trivella scava sì un pozzo in verticale nel sottosuolo ma poi devia a 90 gradi ed entra in lunghi ma poco spessi strati di roccia che, come spugne solide, imprigionano idrocarburi, gas e petrolio e li libera portandoli in superficie.

Già nel 2012 Eugenio Occorso scriveva su “Affari e Finanza”: E tutto è cominciato in America nel lontano 1947. Ma la vera industrializzazione del processo risale a non più di dieci anni fa. E a non più di tre anni addietro per lo shale oil. Ma negli ultimissimi mesi l’accelerazione è stata impressionante. È ancora per lo più una storia americana: negli States sono in attività 20mila pozzi di gas, sufficienti a garantirsi autoforniture per 100 anni e a incrementare esponenzialmente l’export».
Questo sistema di estrazione è però molto costoso e per essere redditizio ha bisogno che il barile di greggio non scenda sotto i 100 dollari. Cifra che va bene a tutti gli altri Paesi produttori del mondo che, al massimo, potrebbero arrivare a 70 dollari. L’unica che potrebbe scendere più giù, quasi fino a 50, è l’Arabia Saudita ed è proprio quello che sta facendo.

Tutte queste situazioni stanno facendo in modo che il petrolio diminuisca di prezzo e quindi anche il carburante per le nostre macchine. Forse il sogno di diventare ricchi come gli sceicchi è svanito prima di quanto si potesse credere. Anche se sarà il tempo a decidere, sembra che la possibilità più concreta per avere un po’ di ricchezza sia quella di tentare una giocata al Superenalotto. Visto che di lavoro, quello vero, modello svizzero, noi siciliani sembriamo non volerne saperne.
G.I.

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