Presentata “Sicilia Futura”. D’Agostino: “Con il Pd ma in autonomia”. Faraone sul governo regionale: «Rimpasto è parola che non mi piace» – GALLERY

Pubblico - Presentazione Sicilia Futura al Centro Ulisse di CataniaCatania – È la prima assemblea regionale. Oggi pomeriggio, Sicilia Futura, la formazione nata dall’accordo tra Sicilia Democratica e P.D.R. e formalizzata nel corso dell’incontro di Caltanissetta del 25 settembre scorso, sta facendo il suo esordio a Catania. E lo fa alla grande con una presenza di pubblico e consensi notevoli, più di 1.500 persone, infatti, hanno affollato la tensostruttura del Centro Ulisse che sta ospitando la convention della federazione che, come evidenziato da uno dei suoi ispiratori, il deputato regionale Nicola D’Agostino, vuole “giocare” nella squadra del centrosinistra, pur mantenendo una certa autonomia. Una sorta di appoggio esterno al Pd, a Palermo come nei Comuni, che guarda a Matteo Renzi come punto di riferimento politico nazionale e a Davide Faraone come leader e punto di riferimento regionale.

Nicola D'AgostinoD’Agostino, come mai la presentazione di Sicilia Futura adesso, e come mai a Catania?
“C’è uno spazio politico importante che si è aperto negli ultimi tempi e che è diretta conseguenza della riforma elettorale nazionale e delle incertezze alla Regione. Penso che, proprio in questo spazio politico, tanti gruppi e tante esperienze, attualmente presenti all’Assemblea regionale, che non hanno trovato ancora una collocazione definitiva, possano trovarne una”.

Accanto ma non all’interno del Partito democratico. Come si comporterà il nuovo soggetto?
“Abbiamo deciso di fare una scelta di campo e di giocare nella metà campo del centrosinistra, accanto al Pd ma distinti dai democratici”.

Continuano le contestazioni alla politica e al governo del presidente della Regione. Quale sarà la vostra posizione all’Ars e, in generale, nei confronti di Crocetta?
“Noi abbiamo dato fiducia a questo presidente della Regione, anche non votandolo. Ma è Logo Sicilia Futuraindubbio che, come molti cittadini siciliani, siamo delusi dall’esperienza di governo. Non sono state date alla Sicilia le risposte che si attendevano e, la scusa che la situazione era compromessa già prima di questa legislatura, non basta. Le questioni urgenti non sono state affrontate con tempismo e con un respiro diverso. Insomma, bisogna ammettere che la situazione è peggiorata rispetto a tre anni fa. Detto questo, il nostro atteggiamento rimane pragmatico e costruttivo. Cercheremo di capire cosa vuole fare il presidente Crocetta per i prossimi due anni. Perché, se la soluzione è passare da un governo tecnico a uno politico, a noi viene da ridere. Non è una soluzione ai problemi: semmai è la sconfessione di tre anni di azione di governo”.

Sicilia futura nasce, dunque, in vista del voto regionale?
“No. Sicilia futura nasce dalla consapevolezza che la politica si sta riorganizzando, alla luce della nuova legge elettorale nazionale e, senza dubbio, anche in previsione delle prossime elezioni regionali. Ci sono esperienze politiche all’interno dell’assemblea che vivevano una vita solitaria e avevano bisogno di trovarsi in una proposta politica chiara e coerente con il percorso fatto fino a ora. È un momento di riorganizzazione delle forze politiche che sia vale per il presente che per il futuro”.

Faraone - Presentazione Sicilia Futura al Centro Ulisse di Catania 2Insomma, nella squadra del centrosinistra ma da battitori liberi?
“C’è un leader regionale che è Faraone, che è riconosciuto nell’interlocuzione con il Pd e c’è un riferimento nettissimo all’esperienza renziana. Vogliamo dare una mano a questo “Partito della nazione” ma lo facciamo da una posizione che è nostra, autonoma, distinta ma non distante”.
A Catania, al Consiglio comunale, cambieranno gli equilibri? E nei rapporti con Bianco?
“Mah, credo che possiamo soltanto rafforzarci. Stiamo definendo meglio anche il percorso iniziato a Catania, con una struttura più solida. Non ci interessa contarci. Non abbiamo chiesto nulla e continueremo a non chiedere nulla all’amministrazione. Cercheremo di dare una mano, poi guarderemo al domani”.

D’Agostino. Non chiede nulla, dunque, anche se in caso di rimpasto, è difficile immaginare che un gruppo come Catania Futura possa stare “comodamente” fuori dalla Giunta.

“La Sicilia che vogliamo non è quella che porta le sue forze migliori all’estero, quella del malaffare, dei ponti che crollano o delle frane – ha detto Nico Torrisi, imprenditore e presidente di Federalberghi Sicilia – La Sicilia che vogliamo è quella dell’efficienza, della programmazione, della velocità. Non c’è più tempo. Bisogna fare e fare presto. Basta a governanti che remano contro, nell’intento di trasformare il popolo in gregge. È il momento di cominciare a cambiare. Adesso”.

E se vi state chiedendo se il governo regionale rischia il rimpasto Davide Faraone, il sottosegretario del governo, ha precisato “rimpasto è parola che non mi piace. Quando si verificheranno tutte le condizioni affinché le elezioni si vincano bene perché sono gli altri quelli divisi, procederemo. Anche in Sicila va messo in campo quello che ha creato Matteo Renzi: le condizioni per la vittoria”.

M.T.

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