Sanità siciliana, Anaao: 479 medici lasciano gli ospedali

Elisabetta Lombardo Anaao Assomed

Le dimissioni volontarie dei medici ospedalieri in Sicilia passano da 117 nel 2024 a 479 nel 2025, più di quattro volte tanto. Un dato che accende nuovamente i riflettori sulle difficoltà della sanità pubblica regionale e sulla capacità degli ospedali di trattenere il personale.

A rilevarlo è il Centro Studi Anaao Assomed, che ha analizzato l’andamento del personale medico ospedaliero del Servizio sanitario nazionale tra il 2015 e il 2025, utilizzando i dati ONAOSI, del Conto annuale del Tesoro e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’analisi evidenzia anche un altro elemento: nel 2025 le dimissioni volontarie superano i pensionamenti, che nello stesso anno scendono a 323.

In dieci anni la Sicilia perde 223 medici ospedalieri

Il confronto tra gli organici mostra una riduzione del personale medico. Nel 2015 gli ospedali siciliani contavano 9.394 dirigenti medici, mentre nel 2024 il numero scende a 9.171, con una differenza di 223 unità.

Nello stesso periodo, tuttavia, diminuisce anche l’età media dei professionisti.

Tra le donne passa da 53,1 a 48,7 anni, con una riduzione di 4,4 anni. Per gli uomini il dato scende da 56,2 a 53 anni, con una diminuzione di 3,2 anni.

Secondo Anaao Assomed, il Decreto Calabria ha contribuito a questo ricambio generazionale, consentendo l’ingresso negli ospedali di giovani medici ancora impegnati nella formazione specialistica.

Dimissioni quadruplicate in un anno

L’andamento delle dimissioni volontarie

Il dato che desta maggiore preoccupazione riguarda le uscite volontarie.

Nel 2015 Anaao Assomed registra 63 dimissioni, pari allo 0,7% del personale. Nel 2018 il numero sale a 203, mentre nel 2024 scende a 117.

Il 2025 segna una brusca inversione di tendenza: 479 medici lasciano volontariamente il servizio, contro i 323 che vanno in pensione.

«Tutti questi elementi certificano una realtà da tempo vissuta dai cittadini siciliani e che Anaao Assomed Sicilia ha sempre denunciato: la progressiva perdita del prezioso capitale umano del nostro Servizio sanitario regionale», dichiara Elisabetta Lombardo, segretaria regionale del sindacato.

Lombardo richiama soprattutto la perdita di professionisti che hanno già maturato esperienza e competenze all’interno degli ospedali.

Assunzioni in crescita, ma gli organici restano in difficoltà

L’analisi esamina anche l’andamento delle assunzioni a tempo indeterminato.

Nel 2015 la Sicilia registra appena 13 ingressi. Il numero cresce negli anni successivi e raggiunge il massimo nel 2023, con 951 assunzioni. Nel 2024 scende a 617, per poi risalire a 751 nel 2025.

Le assunzioni a tempo determinato seguono invece un andamento differente: dalle 1.151 del 2015 raggiungono quota 1.700 nel 2017, per poi diminuire fino a 770 nel 2024.

Anche i pensionamenti registrano oscillazioni significative. Dopo il picco di 628 nel 2020, scendono a 537 nel 2024 e a 323 nel 2025.

Secondo il sindacato, i dati disponibili indicano un saldo negativo del personale stabile nel 2025, anche se il quadro richiede ancora una conferma definitiva.

Anaao: stipendi, sicurezza e nuove regole per le assunzioni

Per contrastare la perdita di personale, Anaao Assomed propone una serie di interventi strutturali.

Il sindacato chiede innanzitutto di rendere strutturale il Decreto Calabria, trasformando il percorso di specializzazione in un contratto di formazione-lavoro che favorisca l’ingresso dei giovani medici negli ospedali.

Tra le altre richieste figurano il superamento del tetto di spesa per il personale sanitario e retribuzioni più vicine agli standard europei.

Anaao richiama inoltre l’attenzione sulla sicurezza degli operatori. Propone presidi fissi nei pronto soccorso, una maggiore tutela contro le aggressioni e una riorganizzazione degli spazi ospedalieri.

Il sindacato sollecita anche misure per migliorare la conciliazione tra lavoro e vita privata, tutelare i riposi e la genitorialità e introdurre incentivi economici e professionali per chi lavora nelle sedi disagiate e nel Mezzogiorno.

Lombardo: «Rendere nuovamente attrattivo il lavoro in ospedale»

Per la segretaria regionale di Anaao Assomed, il problema richiede interventi che vadano oltre le singole misure di reclutamento.

«È necessario affrontare una problematica complessa con soluzioni sistemiche e soprattutto straordinarie che rendano il lavoro dentro l’ospedale nuovamente attrattivo», afferma Lombardo.

Il sindacato chiede quindi alla politica scelte capaci di garantire condizioni professionali più favorevoli, trattenere i medici negli ospedali e tutelare il diritto alla salute dei cittadini.

L’obiettivo, conclude Anaao Assomed, è difendere il Servizio sanitario pubblico e assicurare continuità alle cure, evitando che la perdita di personale comprometta ulteriormente la capacità delle strutture ospedaliere di rispondere ai bisogni della popolazione.

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